Presentata oggi una ricerca condotta da FPA, che ha visto la partecipazione di 5.225 persone di cui 4.200 dipendenti pubblici. Il 92,3% di questi lavoratori della PA è in smart working, per l’88% è un’esperienza positiva, per il 61,1% la nuova cultura di flessibilità e cooperazione prevarrà anche finita l’emergenza.”

Finalmente ci si sta accorgendo delle potenzialità dello smart working! In questo periodo di difficoltà ci siamo accorti di come lo SW può cambiarci lo stile e la qualità della vita, quello che fino a ieri era stato tanto decantato e che mai ha avuto modo di essere applicato e provato, oggi finalmente è riconosciuto come valore.

Lo smart working ha permesso al 69,5% del personale della PA di “organizzare e programmare meglio il proprio lavoro”, al 45,7% di “avere più tempo per sé e per la propria famiglia”, al 34,9% di “lavorare in un clima di maggior fiducia e responsabilizzazione”.”

Sono cifre importanti che dovrebbero far riflettere tutti i datori di lavoro, non solo le PA. Purtroppo molto spesso si è davanti a dei muri di gomma fatti da Dirigenti che devono avere tutto sotto gli occhi, o che non si fidano dei propri dipendenti o che ancora peggio hanno paura di prendere qualsiasi decisione. Su LinkedIn la discussione nel mondo HR riguardo la “persona”, e non solo la “produzione”, è viva e sempre più orientata verso la centralità delle idee e delle capacità, fortunatamente si sta cercando, con sforzi enormi, di far capire ai Manager e alle Aziende che il dipendente non è solamente un soldatino che deve eseguire un ordine o un giovane con esperienza, 2 lauree e 3 lingue, ma una persona che se valorizzata può dare molto di più, a qualsiasi livello. Troppi ambienti tossici rendono i dipendenti sfiduciati e infelici, ne è testimone anche la nuova figura emergente del CHIEF HAPPINESS OFFICER, che secondo me dovrebbe essere messo per legge in ogni ambiente di lavoro!

Finalmente lo SW è stato assaggiato, certo è che bisognerà modularlo correttamente con l’aiuto del mondo HR, e spero che da questo momento finalmente si inizi a sviluppare concretamente questo concetto di lavoro per far dialogare meglio Dirigenze e dipendenti, ma soprattutto svicolare dalla bruttissima gabbia mentale del dipendente che è in qualche modo sempre in debito con il datore di lavoro perché “mi dà lo stipendio”, numeri del genere devono far riflettere e anche molto:

Per il 56% dei dipendenti pubblici il periodo di lockdown ha rappresentato anche un’occasione per dedicare tempo alla formazione. Per lo più corsi di formazione a distanza, ma anche webinar di approfondimento, lettura di articoli su riviste o siti tematici, studio di saggi e manuali.”

Che altro dire? Lavoro da casa, mi formo, miglioro la mia vita e il mio umore e ovviamente lavoro e produco meglio, mi domando come mai è tanto difficile da far capire a tante aziende. Ma sono fiduciosa, continuerò sempre a informarmi, crescere, formarmi, scambiare opinioni e a divulgare felicità! 🙂

Marianna

Fonte dati: Smart working: il 94% dei dipendenti pubblici proseguirebbe anche nel post-emergenza